Quinconce
Detto anche: Inconjunct
L'aspetto di 150° tra due pianeti, a cinque segni di distanza. È un aspetto minore dell'astrologia moderna: unisce due ambiti che non si capiscono e chiede aggiustamenti continui.
Centocinquanta gradi, cinque segni
Il quinconce è la distanza di 150° tra due pianeti. Contando per segni, i due pianeti stanno a cinque segni di distanza: quasi opposti, ma non del tutto. L'Ariete forma un quinconce con la Vergine e con lo Scorpione, il Toro con la Bilancia e con il Sagittario.
Se la Luna è a 5° del Toro e Marte a 5° della Bilancia, formano un quinconce esatto. In inglese si chiama anche inconjunct, parola che si trova spesso nei programmi di astrologia.
Due segni senza niente in comune
I segni in quinconce non condividono nulla. Hanno elementi diversi, modalità diverse e polarità diverse. L'Ariete è fuoco, cardinale e attivo; la Vergine è terra, mobile e ricettiva.
Negli altri aspetti c'è sempre un punto di contatto: lo stesso elemento nel trigono, la stessa modalità nella quadratura. Nel quinconce manca. I due pianeti non si oppongono e non si aiutano: semplicemente non parlano la stessa lingua.
Nella tradizione antica
Per gli astrologi ellenistici il quinconce non era un aspetto. I segni a 150° erano in avversione: non si vedono. Due pianeti in questi segni si ignorano, e uno non può né aiutare né disturbare l'altro.
Nell'astrologia moderna
L'astrologia moderna lo conta tra gli aspetti minori e lo misura in gradi, con un orbe stretto, di solito 2°-3°.
La sua lettura è il disagio. Due parti della vita chiedono attenzione nello stesso momento, ma non si riesce a farle convivere con una soluzione sola. Serve aggiustare, correggere, ritoccare di continuo. Un quinconce tra Venere e Saturno, per esempio, può far sentire che affetto e dovere non trovano mai il giusto dosaggio.
Alcuni astrologi lo collegano anche alla salute e alla routine, perché la sesta casa sta a 150° dalla prima. Altri lo leggono come un aspetto di crescita: costringe a cambiare abitudini, a trovare risposte nuove.
Lo Yod
Il quinconce è la base di una configurazione moderna, lo Yod. Due pianeti in sestile tra loro formano entrambi un quinconce con un terzo pianeta. Ne nasce un triangolo allungato, che punta sul terzo pianeta come una freccia. Molti astrologi moderni lo leggono come un compito da svolgere, che chiede aggiustamenti per tutta la vita.
Un altro aspetto minore legato all'avversione è il semisestile, tra segni vicini.