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Direzioni primarie

Detto anche: Direzioni

Una delle più antiche e complesse tecniche di previsione: si fa girare il tema con la rotazione della Terra e si misura quando un pianeta raggiunge un punto. Ogni grado percorso vale circa un anno di vita.

Il cielo che continua a girare

Nelle ore dopo la nascita il cielo non si ferma. Per effetto della rotazione della Terra, ogni giorno i pianeti e i segni sorgono a est, salgono fino al punto più alto e tramontano a ovest. Nella tradizione questo movimento si chiama "moto primo", o moto diurno.

Le direzioni primarie usano proprio questo movimento. Si immagina di far ruotare il tema natale come fa il cielo, e si misura di quanto deve girare perché un pianeta arrivi su un punto importante: un angolo del tema, un altro pianeta, il punto in cui formerebbe un aspetto.

Il nome "primarie" viene da qui: si basano sul moto primo, mentre le progressioni secondarie usano il moto proprio dei pianeti lungo lo zodiaco.

Gradi che diventano anni

La distanza da percorrere si misura in gradi di ascensione, cioè lungo l'equatore celeste, e non lungo lo zodiaco. Poi si trasforma in tempo con una "chiave".

La chiave più nota è quella attribuita a Tolomeo: un grado corrisponde a un anno di vita. Molti astrologi preferiscono quella di Naibod, che usa il moto medio giornaliero del Sole, poco meno di un grado, e dà risultati leggermente diversi sul lungo periodo.

Se un pianeta deve percorrere 35 gradi per arrivare sull'ascendente, per esempio, l'effetto di quella direzione si attende intorno ai 35 anni.

Calcoli difficili

Le direzioni primarie sono tra le tecniche più complesse dell'astrologia. Richiedono la trigonometria sferica, tengono conto della latitudine del luogo di nascita e dipendono dall'ora esatta: un errore di quattro minuti sull'orario sposta i risultati di circa un anno.

Esistono inoltre diversi metodi di calcolo, legati ai diversi sistemi di case, e gli astrologi non sono d'accordo su quale sia il migliore. Per secoli i calcoli si facevano a mano, con tavole e lunghe operazioni. Oggi si fanno al computer in pochi istanti.

Una tradizione lunga

È tra le tecniche predittive più antiche ancora in uso. Compare già nell'astrologia ellenistica, dove serviva anche a stimare la durata della vita, e fu sviluppata nel Medioevo e nel Rinascimento, quando era considerata lo strumento più raffinato per datare gli eventi.

Con il declino dell'astrologia tradizionale, dal Seicento in poi, le direzioni primarie persero terreno, anche per la fatica dei calcoli. L'astrologia moderna ha preferito tecniche più semplici, come i transiti e le progressioni.

Come si usano oggi

Le direzioni primarie sono tornate in uso negli ultimi decenni, soprattutto tra chi studia la tradizione. Si combinano spesso con le profezioni e con altre tecniche di tempo: una direzione importante che cade nello stesso anno in cui un'altra tecnica attiva lo stesso pianeta viene letta come un segnale forte.

Come ogni tecnica di previsione, indicano periodi in cui certi temi della vita tendono a venire in primo piano, non eventi già scritti.

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