Astrologia medievale
Detto anche: Astrologia araba, Astrologia persiana
L'astrologia praticata in Persia, nel mondo islamico e poi nell'Europa del Medioevo. Riprende i testi greci e li arricchisce con nuove tecniche, come le rivoluzioni solari e l'astrologia oraria.
Da Alessandria a Baghdad
I testi dell'astrologia ellenistica non si perdono con la fine del mondo antico. Una parte era stata tradotta in persiano già prima dell'Islam e passa poi in arabo; altri testi vengono tradotti in arabo direttamente dal greco. Dal secolo VIII in poi, con il califfato abbaside e la nuova capitale Baghdad, l'astrologia diventa una scienza di corte, studiata accanto all'astronomia e alla medicina.
Gli astrologi di questo periodo lavorano su fonti greche, persiane e indiane. Le confrontano, le correggono, le organizzano in manuali ordinati. Per questo si parla di astrologia araba o persiana: la lingua è soprattutto l'arabo, ma gli autori vengono da popoli e religioni diversi.
Le tecniche che sviluppa
Molti strumenti nascono o maturano in questi secoli:
- Le rivoluzioni solari, il tema calcolato per il ritorno del Sole alla sua posizione di nascita, usato per descrivere l'anno: è la rivoluzione solare.
- Le grandi congiunzioni tra Giove e Saturno, circa ogni vent'anni, lette come segnali di cambiamenti storici, religiosi e politici.
- Le parti arabe, cioè i lotti, che crescono di numero fino a coprire quasi ogni ambito della vita.
- L'astrologia oraria, che risponde a domande precise con il tema del momento in cui vengono poste.
- L'astrologia elettiva, che sceglie il momento giusto per iniziare un'impresa.
Gli autori principali
Masha'allah (VIII secolo) è uno dei primi grandi astrologi di lingua araba. Secondo la tradizione fu tra gli astrologi chiamati a scegliere il momento di fondazione di Baghdad.
Abu Ma'shar (IX secolo), noto in latino come Albumasar, scrisse molto sulle grandi congiunzioni e sull'astrologia dei popoli e delle religioni. I suoi libri ebbero enorme fortuna in Europa.
Il ritorno in Europa
Dal XII secolo molte di queste opere vengono tradotte in latino, soprattutto in Spagna. L'Europa riscopre l'astrologia attraverso i commenti e i manuali arabi, prima ancora dei testi greci originali.
In Italia spicca Guido Bonatti, astrologo del XIII secolo attivo a Forlì, autore di un vasto trattato e consigliere di signori e comuni. La sua fama era tale che Dante lo colloca nell'Inferno, tra gli indovini.
Che cosa ne resta
Chi oggi pratica l'astrologia oraria ed elettiva lavora ancora con regole fissate in quei secoli. Anche la lettura del cielo collettivo, con le grandi congiunzioni e gli ingressi del Sole nei segni, deve molto a questa tradizione.