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Segni di fuoco, terra, aria e acqua: cosa li unisce

I quattro elementi zodiacali, da Empedocle agli oroscopi di oggi: temperamenti, compatibilità e qualche parola che usiamo ancora

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Segni di fuoco, segni di terra, segni d'aria e segni d'acqua: è una delle prime cose che si imparano in astrologia, e una delle più usate per descrivere il carattere. "È un segno di fuoco" spiega l'impazienza di un amico. "Siamo tutti segni d'acqua" spiega una famiglia che si commuove al primo film.

Gli elementi zodiacali, però, sono più antichi dello zodiaco come lo conosciamo. Vengono dalla filosofia greca, sono passati per la medicina e hanno lasciato tracce nell'italiano di tutti i giorni. Sapere da dove vengono aiuta a usarli meglio: come un primo ritratto, non come un'etichetta.

Quattro elementi, tre segni ciascuno

I dodici segni si dividono in quattro gruppi di tre, gli elementi:

  • Fuoco: Ariete, Leone, Sagittario.
  • Terra: Toro, Vergine, Capricorno.
  • Aria: Gemelli, Bilancia, Acquario.
  • Acqua: Cancro, Scorpione, Pesci.

Lungo lo zodiaco gli elementi si alternano sempre nello stesso ordine: fuoco, terra, aria, acqua, e poi da capo. Per questo i tre segni di uno stesso elemento stanno a 120° l'uno dall'altro, la distanza del trigono. Uniti, disegnano un triangolo nel cerchio dello zodiaco: da qui il nome di triplicità.

In ogni elemento c'è un segno per ciascuna modalità: uno cardinale, che apre una stagione, uno fisso, che ne occupa il cuore, e uno mobile, che la chiude. È questa la differenza tra segni dello stesso elemento: la stessa sostanza, tre ritmi diversi.

Da Empedocle agli astrologi antichi

L'idea dei quattro elementi nasce in Sicilia. Nel V secolo a.C. il filosofo Empedocle di Agrigento sostenne che tutto ciò che esiste è fatto di quattro "radici", fuoco, aria, acqua e terra, che si uniscono e si separano sotto la spinta di due forze, l'Amore e la Contesa.

Aristotele, un secolo dopo, descrisse ogni elemento con due qualità: il fuoco è caldo e secco, l'aria calda e umida, l'acqua fredda e umida, la terra fredda e secca. Due elementi che condividono una qualità si somigliano; due che non ne condividono nessuna, come fuoco e acqua, sono contrari.

Anche i medici greci ragionavano per quattro. Gli scritti attribuiti a Ippocrate descrivono il corpo come un equilibrio di quattro umori: sangue, flegma, bile gialla e bile nera. Galeno, medico greco del II secolo d.C. che lavorò a lungo a Roma, sviluppò questa teoria, e la medicina medievale ne ricavò i quattro temperamenti. Gli abbinamenti tradizionali sono questi: al fuoco la bile gialla e il temperamento collerico, all'aria il sangue e il sanguigno, all'acqua il flegma e il flemmatico, alla terra la bile nera e il malinconico.

Gli astrologi ellenistici, nei primi secoli dopo Cristo, portarono queste idee nel cielo. Tolomeo, nel Tetrabiblos, descrive i quattro trigoni dello zodiaco e i pianeti che li governano. Doroteo di Sidone assegna a ogni triplicità tre signori, uno per il giorno, uno per la notte e uno sempre partecipe. Gli elementi diventano così una delle chiavi con cui si legge un segno.

Fuoco e aria: i segni che vanno verso l'esterno

Fuoco e aria sono gli elementi caldi, e i loro segni sono detti attivi o maschili. La polarità non riguarda il genere delle persone: indica una spinta che va verso il mondo.

Il fuoco è energia, slancio, entusiasmo. I segni di fuoco prendono l'iniziativa, si espongono, trascinano gli altri. I loro punti forti sono il coraggio, la generosità, la fiducia nel futuro. Le fatiche sono l'impazienza, i fuochi di paglia, la difficoltà ad aspettare chi va più piano. L'Ariete, cardinale, accende la fiamma. Il Leone, fisso, la tiene viva e ne fa un centro di calore. Il Sagittario, mobile, la porta lontano, verso viaggi, idee e orizzonti nuovi.

L'aria è pensiero, parola, relazione. I segni d'aria hanno bisogno di capire e di scambiare, vedono le cose da più punti di vista, portano leggerezza. Possono però restare troppo nella testa, prendere distanza dalle emozioni o disperdersi in mille interessi. La Bilancia, cardinale, apre i rapporti e cerca l'equilibrio. L'Acquario, fisso, resta fedele alle sue idee e ai suoi gruppi. I Gemelli, mobili, collegano, cambiano argomento, fanno circolare le notizie.

Terra e acqua: i segni che raccolgono

Terra e acqua sono gli elementi freddi, e i loro segni sono detti ricettivi o femminili. Ricettivo non vuol dire passivo: è una forza che lavora per assorbimento e profondità.

La terra è concretezza. I segni di terra guardano a ciò che si tocca, si misura e dura nel tempo. Sono pazienti, affidabili, attenti al corpo e alle cose pratiche. Rischiano la rigidità, l'eccesso di prudenza, la diffidenza verso ciò che è nuovo. Il Capricorno, cardinale, progetta e costruisce. Il Toro, fisso, conserva e sa godere di ciò che ha. La Vergine, mobile, aggiusta, ordina, perfeziona.

L'acqua è emozione. I segni d'acqua sentono ciò che non si dice a parole: sono intuitivi, empatici, legati alla memoria e agli affetti. Possono essere suscettibili, chiudersi quando si sentono feriti o farsi travolgere dagli umori altrui. Il Cancro, cardinale, protegge chi ama. Lo Scorpione, fisso, trattiene e scava in profondità. I Pesci, mobili, si sciolgono negli altri e nelle cose, come l'acqua che prende la forma del recipiente.

Elementi e compatibilità

Gli elementi sono anche il primo strumento per confrontare due segni. Tra segni dello stesso elemento c'è il trigono, l'aspetto più armonico: ci si capisce senza spiegarsi, come tra Ariete e Leone.

Il fuoco va d'accordo anche con l'aria, la terra con l'acqua. L'aria alimenta il fuoco, l'acqua rende fertile la terra. Tra questi elementi, i segni a due posti di distanza formano un sestile e condividono la stessa polarità: parlano una lingua simile, anche se non identica. È il caso di Toro e Cancro.

Più difficile è la quadratura, tra segni a tre posti di distanza. Hanno lo stesso ritmo ma elementi di polarità diversa: il fuoco incontra l'acqua o la terra, l'aria incontra la terra o l'acqua. Ne nasce attrito, che però può diventare stimolo.

Una coppia, comunque, non si riduce agli elementi dei due segni solari. Contano la Luna, Venere, Marte, l'ascendente e i legami tra i due temi: il confronto completo si chiama sinastria. Le schede di compatibilità del sito partono dai segni, ma vanno lette come un punto di partenza.

L'equilibrio nel tema natale

Nessuno è fatto di un solo elemento. Nel tema natale il Sole, la Luna, l'ascendente e gli altri pianeti cadono spesso in segni diversi. Chi ha il Sole in Ariete può avere la Luna in Toro e l'ascendente in Pesci: fuoco, terra e acqua nella stessa persona.

Molti astrologi moderni contano quanti pianeti cadono in ogni elemento, dando di solito più peso al Sole, alla Luna e all'ascendente. Ne emerge un elemento dominante, che colora il temperamento, e a volte un elemento mancante. Un vuoto non è un difetto: indica una qualità meno spontanea, da coltivare con più attenzione o da cercare nelle persone che ci stanno accanto.

Sul sito trovi l'elemento di ogni segno, insieme a modalità e polarità, nelle schede dei segni zodiacali.

Sanguigni, collerici e malinconici

La teoria degli umori è uscita dalla medicina da secoli, ma in italiano è rimasta. Diciamo che una persona è sanguigna, collerica, flemmatica o malinconica. "Collera" viene dal greco cholē, la bile; "malinconia" da melaina cholē, la bile nera. Siamo di buon umore o di cattivo umore, e chi cambia spesso stato d'animo è umorale. Anche "temperamento" viene dal latino temperamentum, la giusta mescolanza: quella degli umori, appunto. Altre parole nate dal cielo sono raccolte nell'articolo sulle parole dell'astrologia.

E poi c'è il quinto elemento. Per Aristotele i quattro elementi bastavano per il mondo sotto la Luna, fatto di cose che nascono e si corrompono. I cieli, eterni e in moto circolare, erano fatti di una sostanza diversa, l'etere. I filosofi medievali la chiamarono quinta essentia, e da lì viene la nostra "quintessenza": la parte più pura di qualcosa. Gli elementi dei segni, insomma, descrivono la vita di quaggiù. La materia delle stelle, per gli antichi, era un'altra.

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